Casa Berra

Alfredo Colombo

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Sono ormai quattro decenni che Alfredo Colombo svolge la sua ricerca artistica. In  questi anni Alfredo percorre, senza mai inseguire, le esperienze artistiche che incontra e che sente e più affini alla sua sensibilità.

Inizialmente è attratto da una certa pittura informale, indagata, da una parte nei toni plumbei dell’area bergamasca e, dall’altra, dalle paste pittoriche tipiche dell’area lecchese, ma approda presto ad una ricerca in cui la densità della materia e i materiali nella loro valenza espressiva diventano la centralità della sua produzione.

Alfredo si rapporta, con la tridimensionalità e cominciano a prendere vita tutta una serie di oggetti e di forme che, in modo sempre più sicuro, organizza in spazi ambientali.

Sono oggetti che si caricano dell’altra sua peculiarità: quella di Homo Faber.

Lavoro come frutto delle mani, in cui si materializzano le conoscenze di una fattualità semplice di stampo rurale. Legno, ferro, terracotta, tessuti grezzi sono le sue ”parole” all’interno di “frasi” che celebrano la bellezza del fare con le proprie mani.

E’ questa un’estetica del semplice e del naturale cercata in oggetti e in forme che si caricano di elementi simbolici legati alla terra e alla natura, scovati nei modi di vita di terre rurali. Sono forme di un’ “arte povera” sorelle di quella più celebrata, ma, come questa, intensamente vissute. 

Potremmo chiamare ”vitalismo povero” quello che caratterizza la ricerca di Alfredo Colombo in questi ultimi anni, che riscatta le sue opere dal pericolo di essere lette come “artigianato etnico” e che si alimenta di semplici e leggeri rimandi simbolici.

PRESENTAZIONE n°86 di: ARS arte+libri di Bergamo – 14 gennaio 2014.

 

 

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Patrizia Trimboli

Patrizia Trimboli

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