Quando chicchirichì cambia voce

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Marco Ceriani

È nato a Uboldo, in provincia di Varese, l’11 settembre 1953.

Brevi illuminazioni riguardo ad alcune pubblicazioni: sul mensile “Poesia” del 1988 – diretto da Patrizia Valduga – colpisce già la succosa diagnosi critica;

sarà la proposta innovativa dell’Almanacco dello specchio nel 1989; poi, nel 2001, l’uscita de Lo scricciolo penitente; a cui seguirà un volo di profetici scritti fino a Le geosinclinali, 2021.

Le oscure voragini della scrittura di Marco Ceriani

Suona, e il canto solleva l’urlo della terra. Così nasce la sua narrazione: nella complessità dei conflitti, dell’inconscio, quando intorno si fa silenzio. Feroce e intimo, con l’ùgola nell’opera - è dentro nelle viscere. Solo chi è disposto ad ascoltare nel pozzo dell’ignoto, nelle cave dell’enigma…sino alle lacrime, al nulla, senza cercare troppo di capire, può incontrare il prodigio della sua scrittura.

Prorompe come Jackson Pollock.

Si entra nel taciuto della parola, e si ha paura di quella notte, dove si accede quasi per indietreggiare.

Ci si stacca dalla narcosi del troppo semplice, del banale - strettamente comparati.

Chi è il terzo cuore che lungo la strada batte e con un viso di bimbo è più vicino a te stesso quando l’ora presente non importa più?

Ma tu che leggi resti sconcertato, perché si è persa la memoria dell’inizio, che siamo usciti da un buio. Non avevo mai provato il senso di essere trasportata da una corrente impetuosa e così forte il senso di un destino, che passa attraverso lo spoglio di tutto il superfluo e il fardello di troppe parole non dette.

Patrizia Trimboli

Quarta di copertina:

Cauto attraversamento d’un poème en prose di Marco Ceriani

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