Ciò che ci sveglia è più bello di un’alba. Marco Vannini e Sergio Givone in dialogo.
“Fede empirica. Né siamo né saremo. /Tutto il vivere nostro è imprestato. / Nulla ci siamo portati, nulla porteremo via”. Scrive MACHADO, illustre poeta spagnolo. A muovere l’elemento poetico è “un profondo fremito dello spirito” - asserì.
Ne “la ragionevole speranza”, l’autore si sofferma, ascolta la coralità di chi ha pensato l’aldilà. L’indagine si sviluppa là dove Parmenide fu portato: la porta da cui si dipartono i sentieri della Notte e del Giorno. La riflessione chiama a rivivere la memoria di pensatori, sollecitando passato e presente, il vasto dialogo interiore. “Come Orfeo è lì a dimostrare, l’esperienza religiosa altro non è che un viaggio iniziatico da farsi grazie alla poesia, grazie alla musica.” (dal libro: pagina 21) Anche in Givone l’immagine della sera si congiunge ad un cammino, proprio come in Machado: “Con l’andare si fa la via/ e nel voltare indietro la vista / si vede il sentiero che mai / si tornerà a calcare”, proseguendo però con un’interrogazione: “Viandante, non c’è via, /ma scie sul mare” … cadremo come gocce in un mare immenso? …Quando il giovane fu vecchio, pensava che tutto fosse sogno”.
Ciò che dà la misura della responsabilità è la sentenza, enigmatica e rivelatrice, di Platone: “Non sarà un demone a scegliere voi, ma sarete voi a scegliere il vostro demone”.
Per vivere nella consapevolezza è necessario “tenere sempre la via che porta in alto”.
L’auspicio di Sergio Givone è che Emani la luce dalla trascendenza - sempre, perché si giunga a salpare “a occhi aperti”.
Sergio Givone è nato in provincia di Vercelli nel 1944 e risiede a Firenze. Filosofo e romanziere, è professore emerito all’Università di Firenze, dove è stato ordinario di Estetica presso la facoltà di Lettere e Filosofia. I suoi studi riguardano in particolare l’estetica e il pensiero tragico. Tra i suoi libri, Storia del nulla (1995), Non c’è più tempo (2008), Metafisica della peste (2012) e Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito (2016). Per Solferino ha pubblicato Quant’è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione (2018), giunto alla quinta edizione, e Fra terra e cielo. La vera storia della cupola di Brunelleschi (2020).
Marco Vannini, filosofo e storico della mistica, è il curatore italiano dell’intera opera tedesca e latina di Eckhart. Da molti anni è editore di testi mistici, medievali e moderni. Per le Lettere ha pubblicato numerosi volumi e
dirige la collana “Il tesoro nascosto”, ha fondato la rivista “Mistica e Filosofia”.
Per scriverci: